Dopo un viaggio sfiancante di 12 ore e mezzo, dopo non aver chiuso occhio, non riesco a proferire parola. Non solo per la stanchezza, ma perché mi rendo conto di aver appena sentito il profumo della mia terra. È qualcosa che rimane lì scolpito nel cuore. E quando, guardando fuori dal finestrino, mi sorride il cielo ne è valsa la pena attendere tanto. Amo alla follia quei colori di cui la foto non rende assolutamente giustizia. Ma a volte è anche giusto lasciare che sia l’occhio a fotografare e ad imprimere nella mente quello spettacolo di cui mi innamoro ogni volta. Amo questi momenti della giornata/nottata perché sono fenomeni puri, incontaminati, dove l’uomo non ha alcun potere decisionale. È ormai mattino e finalmente sono a casa, sono tornata.

Più passano i giorni più mi innamoro di questa piccola città. Pisa è a grandezza d’uomo ed è facililmente percorribile a piedi. E’ sorprendente come ogni giorno riesca a notare un particolare sempre nuovo e diverso, un particolare forse banale per gli altri, ma per me unico. Questo scorcio ha un’atmosfera incantevole, la luce calda avvolge tutto con estrema delicatezza, senza invadere. È semplicità e le cose semplici sono le più straordinarie.

La notte

Quando si era piccoli si aveva paura di andare a letto, si aveva paura della notte. Amavo addormentarmi tra le braccia di mia madre che teneramente mi scostava i capelli dal viso, mi prendeva in braccio e mi portava a letto. Era come sentire il cuore e l’anima leggeri.
Da grande si aspetta la notte per riprendersi da una giornata faticosa, da una andata storta. Si pensa sia il momento migliore, ma quando ci si mette a letto inevitabilmente vedi i tuoi pensieri materializzarsi. Vi capita? Vi capita di posare la testa sul cuscino e pensare a millemila cose?

Per me la notte ha qualcosa di magico, chi dorme si perde le paranoie più belle. Forse davvero è il momento migliore della giornata anche se i tuoi pensieri li senti urlare. Di notte nascono le migliori idee, gli amori folli, le passioni sfrenate. Crescendo però una cosa è cambiata: abbiamo smesso di controllare che ci siano i mostri sotto il letto forse perché abbiamo realizzato che sono intorno a noi. Io nel dubbio dormo sempre con una piccola luce accesa, un po’ perché dentro di me quella bambina non è mai cresciuta, un po’ perché rappresenta la mia luce interiore, la speranza di quel sole che sorgerà di nuovo. E se,per caso, oggi scegliessi davvero di dormire, so di avere due braccia tanto grandi da farmi sentire il cuore e l’anima più leggeri, le tue.

GIANO era il dio degli inizi, materiali e immateriali, ed era tra le divinità più importanti e venerate della religione romana, latina e italica. Solitamente è raffigurato con due volti, poiché il dio può guardare il futuro e il passato ma anche perché, essendo il dio della porta, può guardare sia all’interno sia all’esterno.  Trovo che le porte abbiano un qualcosa di magico, aldilà delle quali si apre un mondo nuovo, conosciuto e affascinante. Ci vuole coraggio ad addentrarsi in un nuovo mondo, ma ancor di più ad accettare che questa possa chiudersi dinanzi ai nostri occhi. Ma se c’è una cosa che noi tutti impariamo, non senza soffrirne, è che quando si chiude una porta si apre un universo intero! Perciò non preoccupiamoci di osservare troppo a lungo quella chiusa, rischieremmo di perdere la magia di quella nuova che si apre.

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Al Sud è vietato correre: non ce n’è motivo, perché il mondo va sempre più lento di te. Al Sud si mangia solo quando tutti sono a casa, non ad orari da ospedale, e ci si alza da tavola pieni, sazi. Al Sud il caffè è offerto, e il bicchiere d’acqua non si paga mai.
Al Sud quando piove, la “botta d’acqua” dura un’ora al massimo: poi smette,o meglio, “scampa” sempre.
Al Sud una partita di calcetto si organizza in due ore e dicono sempre tutti di si: nessuno ha mai “da fare”, sono sempre tutti pronti a divertirsi.
Al Sud, quando si incontra qualche conoscente per strada, ci si ferma, ci si saluta e ci si parla, a piedi o in macchina che sia, a costo di bloccare il traffico: un abbraccio è sempre meglio di un cenno del capo. Il Sud, nel suo essere economicamente ed esternamente indietro, è affettivamente ed interiormente, molto, molto avanti.